I personaggi io me li sono sempre dovuti andare a cercare, li ho dovuti stanare, convincere, lusingare.
Ci sono scrittori che se ne stanno a casa e da cui i personaggi vanno
persino Tabucchi pare fosse un fortunato
Pessoa
per quanto mi riguarda non è mai stato così facile
forse perché mi sono spostato molto
e gran parte della vita l'ho passata in periferia
si vede che nei piccoli paesi non fu facile trovarmi
in ogni caso ho dovuto alzare il culo, farmi spazio, chiedere permesso, aspettare il turno
dire "senta, per caso ha un secondo? Le vorrei parlare di un progetto..."
Ci siamo tenuti stretti quando niente pareva andare bene
quando pareva non avessimo altro che noi
che niente oltre la nostra storia fosse importante e potesse funzionare
mi sono fatto personaggio a mia volta
per poter parlare da pari a pari
come se fossimo della stessa famiglia
parlassimo la stessa lingua
perché ci sono state volte in cui non si vedeva altro modo per affrontarla
la vita vera, altro modo per domarla, per farla innamorare.
Avrei potuto evitare di raccontare storie nella vita
rinunciando a quel ruolo che in ogni tribù qualcuno doveva pure avere
e io me la sono andata a cercare la sciagura
che nessuno me lo ha chiesto
ma ancora tenero decisi di vivere questa vita in questo modo
e adesso non mi pare proprio sia il caso di rinuciare.
Faye Goddard.
Elettrodomestici. La lancetta dell'orologio.
Chinese is nice è un luogo di sperimentazione, è un banco di lavoro, una rivista letteraria, il trapianto a cuore aperto di un romanzo.
domenica 15 aprile 2012
venerdì 13 aprile 2012
Faye Goddard è una mongolfiera immaginaria.
Tornò su una nave enorme
una vecchia ammiraglia dell'Achille Lauro
un bastimento in disuso da decenni riesumata e rimessa a galleggiare
da pirati somali pacifisti.
Un pezzo di ferro da svariate tonnellate arrugginite
stava a galla pericolosamente mentre
Faye Goddard si teneva alto il bavero
sul pontile mentre attraccava, o solo ci provava
che era come trovare posto a una balena in un acquario
la capitaneria di porto che intimava cose incomprensibili al megafono
l'equipaggio cantava una versione africana di all you need is love
Faye che sorrideva con gli occhi pieni di lacrime.
Ne parlarono i telegiornali
e fu una cosa che fece discutere per giorni
e i nostri telefoni cominciarono a squillare per avvertirci.
Tornare in quel modo era proprio una di quelle cose
che tra noi si diceva fosse una cosa alla Faye Goddard
camminando sull'acqua
senza mai riuscire a passare inosservata
chi fosse finita col diventare Faye Goddard era difficile da capire
persino per noi che la conoscevamo da una vita
e forse una spia
o forse solo
l'elio che bruciato tiene in volo
una mongolfiera immaginaria.
Su Faye Goddard.
I luv the oh valley. Xiu Xiu.
una vecchia ammiraglia dell'Achille Lauro
un bastimento in disuso da decenni riesumata e rimessa a galleggiare
da pirati somali pacifisti.
Un pezzo di ferro da svariate tonnellate arrugginite
stava a galla pericolosamente mentre
Faye Goddard si teneva alto il bavero
sul pontile mentre attraccava, o solo ci provava
che era come trovare posto a una balena in un acquario
la capitaneria di porto che intimava cose incomprensibili al megafono
l'equipaggio cantava una versione africana di all you need is love
Faye che sorrideva con gli occhi pieni di lacrime.
Ne parlarono i telegiornali
e fu una cosa che fece discutere per giorni
e i nostri telefoni cominciarono a squillare per avvertirci.
Tornare in quel modo era proprio una di quelle cose
che tra noi si diceva fosse una cosa alla Faye Goddard
camminando sull'acqua
senza mai riuscire a passare inosservata
chi fosse finita col diventare Faye Goddard era difficile da capire
persino per noi che la conoscevamo da una vita
e forse una spia
o forse solo
l'elio che bruciato tiene in volo
una mongolfiera immaginaria.
Su Faye Goddard.
I luv the oh valley. Xiu Xiu.
mercoledì 11 aprile 2012
Una storia al 95% vera.
Il primo febbraio del 1995 da un albergo di Byswater road
un uomo esce di mattina presto, col freddo, lasciando sul tavolo della stanza il portafogli
esce senza contanti, documenti o carte di credito.
Stando alle ricostruzioni della polizia l'uomo prende la sua macchina e guida fino alla prima stazione di servizio, scende lasciando le chiavi attaccate al quadro e sparisce.
L'uomo che quella mattina di febbraio sparisce dalla faccia della terra si chiama Richie James Edwards, ed è un musicista. Più precisamente è il chitarrista del gruppo britannico Manic Street Preachers.
Il gruppo si era formato intorno al 1986, col nome di Betty Blue.
Nei Betty Blue Richie guidava solo il furgone e la band era formata da soli tre elementi.
Inizialmente non essendo ancora in grado di suonare la chitarra, saliva sul palco con l'amplificatore spento, come Sid Vicious.
Nonostante il loro atteggiamente la critica musicale continuava a considerare i Manic Street Preachers come una band Brit Pop. Nel 1991 mentre il critico Steve Lamac li stava intervistando e punzecchiando su questo argomento, Richie si scrisse sul braccio 4 REAL con un coltello, e la ferita fu così profonda che dovetterlo portarlo all'ospedale.
Fu il giro del mondo in 17 punti di sutura. Ovvero come ti tramuto in un'icona punk nel giro di 10 minuti di lametta.
Eppure più che i Clash, i Manic Street Preachers sembravano un gruppo glam rock, troppo fashion, troppo fighi, troppo effeminati. Ma nonostante questo Richie James era convinto di appartenere all'ultima grande band Marxista della storia.
Il 5 aprile del 1994, mentre Kurt Cobain si fa detonare il cervello con un fucile da caccia, Richie James tenta a sua volta il suicidio in una decina di divertenti modi, e come un novello Dorothy Parker, li fallisce tutti. Il bilancio di quell'anno rioporta anoressia nervosa, alcolismo, tendenze autolesive gravi, depressione. Un anno dopo, semplicemente sparì. Nessuna delle voci di presunti avvistamenti è mai stata confermata. I diritti delle sue canzoni sono stati accumulati dai membri della band su un fondo segreto a suo nome e pare ammonti oggi a due milioni di euro circa.
Una foto di Richie James è comparsa sulla rivista delle persone scomparse di quest'anno.
Il timore della famiglia è che un barbone da due milioni di euro si aggiri da qualche parte senza sapere chi è. L'aver lasciato i documenti in albergo pare indicare la voglia di tagliare i ponti con la propria vita passata. Quello che so è che un uomo completamente consapevole è entrato in casa mia affermando di essere lui. Un grosso tesoro è entrato da quella porta ma pare non avere nessuna intenzione di farsi trovare. Il rasoio di Occam suggerirebbe il suicidio come tesi più semplice da scegliere come esito di questa storia, ma a quanto pare la realtà ha ancora una volta inarcato un dito a falange e glielo ha ficcato dritto dritto nel culo godendosi il dolore dell'attrito.
L.B.
If you tolerate this. Manic Street Preachers.
un uomo esce di mattina presto, col freddo, lasciando sul tavolo della stanza il portafogli
esce senza contanti, documenti o carte di credito.
Stando alle ricostruzioni della polizia l'uomo prende la sua macchina e guida fino alla prima stazione di servizio, scende lasciando le chiavi attaccate al quadro e sparisce.
L'uomo che quella mattina di febbraio sparisce dalla faccia della terra si chiama Richie James Edwards, ed è un musicista. Più precisamente è il chitarrista del gruppo britannico Manic Street Preachers.
Il gruppo si era formato intorno al 1986, col nome di Betty Blue.
Nei Betty Blue Richie guidava solo il furgone e la band era formata da soli tre elementi.
Inizialmente non essendo ancora in grado di suonare la chitarra, saliva sul palco con l'amplificatore spento, come Sid Vicious.
Nonostante il loro atteggiamente la critica musicale continuava a considerare i Manic Street Preachers come una band Brit Pop. Nel 1991 mentre il critico Steve Lamac li stava intervistando e punzecchiando su questo argomento, Richie si scrisse sul braccio 4 REAL con un coltello, e la ferita fu così profonda che dovetterlo portarlo all'ospedale.
Fu il giro del mondo in 17 punti di sutura. Ovvero come ti tramuto in un'icona punk nel giro di 10 minuti di lametta.
Eppure più che i Clash, i Manic Street Preachers sembravano un gruppo glam rock, troppo fashion, troppo fighi, troppo effeminati. Ma nonostante questo Richie James era convinto di appartenere all'ultima grande band Marxista della storia.
Il 5 aprile del 1994, mentre Kurt Cobain si fa detonare il cervello con un fucile da caccia, Richie James tenta a sua volta il suicidio in una decina di divertenti modi, e come un novello Dorothy Parker, li fallisce tutti. Il bilancio di quell'anno rioporta anoressia nervosa, alcolismo, tendenze autolesive gravi, depressione. Un anno dopo, semplicemente sparì. Nessuna delle voci di presunti avvistamenti è mai stata confermata. I diritti delle sue canzoni sono stati accumulati dai membri della band su un fondo segreto a suo nome e pare ammonti oggi a due milioni di euro circa.
Una foto di Richie James è comparsa sulla rivista delle persone scomparse di quest'anno.
Il timore della famiglia è che un barbone da due milioni di euro si aggiri da qualche parte senza sapere chi è. L'aver lasciato i documenti in albergo pare indicare la voglia di tagliare i ponti con la propria vita passata. Quello che so è che un uomo completamente consapevole è entrato in casa mia affermando di essere lui. Un grosso tesoro è entrato da quella porta ma pare non avere nessuna intenzione di farsi trovare. Il rasoio di Occam suggerirebbe il suicidio come tesi più semplice da scegliere come esito di questa storia, ma a quanto pare la realtà ha ancora una volta inarcato un dito a falange e glielo ha ficcato dritto dritto nel culo godendosi il dolore dell'attrito.
L.B.
If you tolerate this. Manic Street Preachers.
sabato 7 aprile 2012
Sesso e Paranoia.
Mi avviavi a
piedi, lungo la massicciata autostradale, lo lasciai nella grossa decapottabile
che ancora dormiva parzialmente vestito, sotto un cielo incandescente e gelido
del colore della polvere da sparo.
Ero esausto e
attraversavo la lingua di cemento a piedi, come un pellegrino disperato che
aveva smarrito la cometa per propria colpa e non riusciva a farsene una
ragione.
La mia
sciarpa rossa fendeva il grigio del cappotto, del cielo e dell’asfalto. Erano
le cinque del mattino.
L’autostrada
era deserta e io mi sentivo svuotato e instabile, cercando di scappare più
lontano possibile.
Il
ventunesimo secolo e la sua trappola, il cui collante è il sesso e la cui
struttura è la paranoia.
Mi lasciavo
alle spalle un uomo nudo in una enorme decapottabile americana, grigia come il
cielo e l’asfalto, come i miei capelli e il mio cappotto, capivo trascinandomi
che il sesso è una forma stilizzata di politica poiché implica e mette in scena
all’essenza lo sfruttamento.
La dinamica
hegeliana del servo padrone non era mai stata così piacevole e compromettente.
Apostolo
dell’estetica ballardiana mi svincolavo dalle maglie del secolo d’appartenenza,
consapevole che la consapevolezza non salva e non educa, ma solo svuota.
Faye Goddard.
Goodbye kiss. Kasabian
giovedì 5 aprile 2012
Fuori tempo massimo.
Conobbi Marco in un bar di Londra,
a metà anni 90 durante una finale di FA Cup.
Entrambi bevevamo
birra stout
e guardavamo, non senza compiacimento,
lo United di Eric Cantona darle di santa ragione
ad un Chelsea sparagnino e non ancora imbottito di italiani.
Venivamo dalla stessa regione
ed eravamo sbarcati non da molto in quella immensa città
solo per sfuggire alla noia della provincia
e per essere sulla bocca di tutti nei nostri infimi
paesotti.
Aveva il sopracciglio martoriato da diverse cicatrici
che si intersecavano come le rette alle medie.
A Marco piaceva far a cazzotti
e quei vistosi segni sopra gli occhi
erano i trofei che portava a casa con orgoglio
quando usciva da una rissa con la faccia una maschera di sangue,
manco uno zombie in un film di Romero.
Fiutava casini ad un miglio di distanza
e non perdeva occasione per azzuffarsi,
convinto che fare a botte lo rendesse punk!
A Londra il libero accesso alle droghe
lo aveva reso del tutto squilibrato.
Spendeva tutti i soldi che guadagnava
in un ristorante di quart’ordine
in coca e pasticche, avviando velocemente
la sua tumultuosa esistenza
verso una fiera autodistruzione.
Pensava forse che il nichilismo fosse figo
e che gli Sham 69 dei filosofi.
Fuori tempo massimo,
la polizia lo trovò con la testa spaccata in due
ed una cospicua dose di roba nel giubbino.
Probabilmente un debito per droga non pagato
o un vecchio skin veramente ma veramente incazzato.
Dwarves in China.
a pagare e morire - offlaga disco pax
if the kids are united - sham 69
martedì 3 aprile 2012
Cose da condividere con gli aficionados
Ho lavorato per molto tempo a questo romanzo
alla fine lo intitolai Salta Tutto perché me lo suggerii Bepe
e perché è un'espressione che tra noi amici usiamo spesso.
Ci ho lavorato per quasi due anni e feci davvero molte stesure.
Ci stavo lavorando ancora
con il mio nuovo agente letterario
ma poi un giorno mi scrivono dalla Rai
mi dicono che sono tra i finalisti di un concorso nazionale
ancora mi ricordo il giorno prima di capodanno a correre per Napoli con sei manoscritti
sotto al braccio, per fare in tempo, poi io e Fagotto andammo da Serenella per parlare
del veglione e non ci pensammo più
perché queste sono cose di cui dici sempre
Figurati...
poi un giorno mentre ero a lavoro trovo questa mail
dicono che il 16 aprile andrò in televisione
per parlarne con Magalli, a I Fatti Vostri
e all'improvviso mi parve che il mio protagonista
Mario Mortacci
come se fosse Mario Brega
dicesse
"A Ciné, sta già ngranato tutto!"
Pier Angelo Consoli.
alla fine lo intitolai Salta Tutto perché me lo suggerii Bepe
e perché è un'espressione che tra noi amici usiamo spesso.
Ci ho lavorato per quasi due anni e feci davvero molte stesure.
Ci stavo lavorando ancora
con il mio nuovo agente letterario
ma poi un giorno mi scrivono dalla Rai
mi dicono che sono tra i finalisti di un concorso nazionale
ancora mi ricordo il giorno prima di capodanno a correre per Napoli con sei manoscritti
sotto al braccio, per fare in tempo, poi io e Fagotto andammo da Serenella per parlare
del veglione e non ci pensammo più
perché queste sono cose di cui dici sempre
Figurati...
poi un giorno mentre ero a lavoro trovo questa mail
dicono che il 16 aprile andrò in televisione
per parlarne con Magalli, a I Fatti Vostri
e all'improvviso mi parve che il mio protagonista
Mario Mortacci
come se fosse Mario Brega
dicesse
"A Ciné, sta già ngranato tutto!"
Pier Angelo Consoli.
lunedì 2 aprile 2012
Venezuela. Vienna. Varsavia.
Sarebbe stato un tempo freddo
tu che ti facevi dire da Ingeborg Bachmann
cosa significa avere trent'anni a Roma
sentire caldo e aver voglia di andar via
con questo vento non è il momento di decisioni affrettate, ti dissi
eppure tu non vedevi l'ora
ed eri così seria mentre tenevi stretta il cappotto leggero
spesso piove, dicesti, il tempo cambia sempre molto in fretta
coi tuoi ventisei anni e io che ne avevo pochi di più
il mio Venezuela di cui avevi paura
le mie prese di posizione a tavolino
come il congresso di Vienna
cercando un biglietto per Varsavia
il mio odio per la natura e le altre idiosincrasie
di cui non ti parlai mai in nessuna di tutte le lingue che conoscevi
e se solo questo sarebbe stato un tempo giusto
allora noi
saremmo rimasti in silenzio
senza cercare di capire.
Faye Goddard.
Cos'è la libertà. Amour Fou.
tu che ti facevi dire da Ingeborg Bachmann
cosa significa avere trent'anni a Roma
sentire caldo e aver voglia di andar via
con questo vento non è il momento di decisioni affrettate, ti dissi
eppure tu non vedevi l'ora
ed eri così seria mentre tenevi stretta il cappotto leggero
spesso piove, dicesti, il tempo cambia sempre molto in fretta
coi tuoi ventisei anni e io che ne avevo pochi di più
il mio Venezuela di cui avevi paura
le mie prese di posizione a tavolino
come il congresso di Vienna
cercando un biglietto per Varsavia
il mio odio per la natura e le altre idiosincrasie
di cui non ti parlai mai in nessuna di tutte le lingue che conoscevi
e se solo questo sarebbe stato un tempo giusto
allora noi
saremmo rimasti in silenzio
senza cercare di capire.
Faye Goddard.
Cos'è la libertà. Amour Fou.
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