Le esplosioni nella testa
insopportabili come i jingle della cocacola
le cose da fare
le strade da trovare
le partite che avremmo voluto vedere
e quello che presto avremmo dovuto fare
il sole appena tornato con gli occhi ancora pieni di sonno
i compagni che sembravano finiti
e tutte le volte che ci siamo rimessi in piedi
e quanto costa il silenzio di Bertoni
l'esercito negli spogliatoi
il capitano in divisa e col cappello che disse all'altro capitano
quello con la divisa ma senza cappello
che si potrebbe anche perdere
ma poi non avrebbero garantito il ritorno
e li avrebbero davvero lasciati in balìa della folla
eravamo zero a zero
poi risalimmo le scale per la ripresa
e tutto ci sembrò un po' strano
sicuramente diverso.
Faye Goddard.
Il mio mal di testa.
Chinese is nice è un luogo di sperimentazione, è un banco di lavoro, una rivista letteraria, il trapianto a cuore aperto di un romanzo.
sabato 21 aprile 2012
lunedì 16 aprile 2012
La Migliore Faye Goddard di tutta una vita.
Nella vita mi ritrovai spesso ad apprezzare la compagnia dei folli.
Non certo di quelli proprio pazzi da internare
ma penso a quelli che se da un lato conservarono quel minimo di lucidità
da essere considerati abili alla leva
dall'altro si rifiutarono con tutte le forze di farsi arruolare
in qualsiasi schiera o esercito o partito o movimento li si volesse accostare
mi sono sempre piaciuti i cani sciolti
i nottambuli, i compagnoni, quelli dell'ultima ora, gl'impuniti
gl'impenitenti, i reticenti, i renitenti, e tutti quelli che in qualche modo
trovarono sempre un modo per sfuggire all'ovvio
anche nelle pratiche quotidiane più stupide
quelli che le provarono tutte per non dover lavorare
e anche quando si rassegnarono a doverlo fare
lo fecero sempre col cuore da un altra parte, per poter progettare cose più importanti.
Non ho mai amato l'uomo attaccato ai soldi e nemmemo i malati d'avvenire
io mi sono tenuto alla larga da ogni forma di futuro per il solo gusto
di addormentarmi la sera e sentire il domani
scalciare nel ventre
e come una bestia sconosciuta sapere di doverla affronare
senza sapere bene cosa fare.
Faye Goddard.
Gli sbadigli di Fagotto. La pioggia che batte come una puttana.
Non certo di quelli proprio pazzi da internare
ma penso a quelli che se da un lato conservarono quel minimo di lucidità
da essere considerati abili alla leva
dall'altro si rifiutarono con tutte le forze di farsi arruolare
in qualsiasi schiera o esercito o partito o movimento li si volesse accostare
mi sono sempre piaciuti i cani sciolti
i nottambuli, i compagnoni, quelli dell'ultima ora, gl'impuniti
gl'impenitenti, i reticenti, i renitenti, e tutti quelli che in qualche modo
trovarono sempre un modo per sfuggire all'ovvio
anche nelle pratiche quotidiane più stupide
quelli che le provarono tutte per non dover lavorare
e anche quando si rassegnarono a doverlo fare
lo fecero sempre col cuore da un altra parte, per poter progettare cose più importanti.
Non ho mai amato l'uomo attaccato ai soldi e nemmemo i malati d'avvenire
io mi sono tenuto alla larga da ogni forma di futuro per il solo gusto
di addormentarmi la sera e sentire il domani
scalciare nel ventre
e come una bestia sconosciuta sapere di doverla affronare
senza sapere bene cosa fare.
Faye Goddard.
Gli sbadigli di Fagotto. La pioggia che batte come una puttana.
Il calcio al tempo dei Sentimenti.
L’arbitrò indicò il dischetto con
piglio accusatorio. Al centravanti, a terra dopo il vistosissimo fallo, si
riempirono gli occhi di terrore. Non si sarebbe preso la responsabilità di
tirare quel rigore che poteva valere una stagione. Non con quel portiere che
già gli aveva già parato di tutto in quella partita e che era indiscutibilmente
il più grande pararigori che il calcio avesse mai conosciuto fino a quel
momento. 9 consecutivi solo in quella stagione ed ai più grandi attaccanti del
campionato italiano, nemmeno se avesse stretto un patto col diavolo. Si
contorceva in terra, tenendosi la caviglia, anche se la botta l’aveva ricevuta
allo stinco. Quando il suo capitano gli si avvicinò per chiedergli se se la
sentisse di tirare, senza dire una parola, scosse il capo e chiuse gli occhi
per dare prova di quel dolore insostenibile che gli impediva anche di
rialzarsi. Il capitano si rivolse con lo sguardo agli altri giocatori, tutti
facevano finta di non capire, tutti sapevano bene che non sarebbero mai
riusciti a segnare a quella specie di stregone. Rivolse poi il suo sguardo al
suo allenatore, aprendo le braccia in segno di rassegnazione. L’allenatore
prima inveì a voce alta verso i suoi giocatori accusandoli di non avere le
palle necessarie per giocare a calcio, poi fece un fischio in direzione del suo
portiere, lo chiamò per nome: “Lucidioooo”. Poi gli disegnò con la mano il
percorso che separava le due aree di rigore. Lucido, si indicò il petto come
per dire: “Io? Proprio io?”, poi allargò le braccia e, a testa bassa, cominciò
a correre verso la parte opposta del campo. Era suo fratello maggiore Arnaldo
quello che l’aspettava, quello che faceva il suo stesso mestiere e che era
considerato il più forte di tutti. Quando arrivò a raccogliere la palla,
Arnaldo lo guardò negli occhi e accennando un mezzo beffardo sorriso, gli
disse: “Ma che sei venuto a fare? Tanto te lo paro!”. Lucidio fece il duro e
serissimo gli rispose: “Non metterci le mani che tiro forte. Te le spezzo!”. Arnaldo
quel pallone lo raccolse dal sacco e Lucidio se ne tornò in porta, con la
stessa testa bassa con cui era venuto.
Dwarves in China.
La leva calcistica del 68. Francesco De Gregori.
domenica 15 aprile 2012
Di scrivere. Di dormire poco. Di farsi trovare.
I personaggi io me li sono sempre dovuti andare a cercare, li ho dovuti stanare, convincere, lusingare.
Ci sono scrittori che se ne stanno a casa e da cui i personaggi vanno
persino Tabucchi pare fosse un fortunato
Pessoa
per quanto mi riguarda non è mai stato così facile
forse perché mi sono spostato molto
e gran parte della vita l'ho passata in periferia
si vede che nei piccoli paesi non fu facile trovarmi
in ogni caso ho dovuto alzare il culo, farmi spazio, chiedere permesso, aspettare il turno
dire "senta, per caso ha un secondo? Le vorrei parlare di un progetto..."
Ci siamo tenuti stretti quando niente pareva andare bene
quando pareva non avessimo altro che noi
che niente oltre la nostra storia fosse importante e potesse funzionare
mi sono fatto personaggio a mia volta
per poter parlare da pari a pari
come se fossimo della stessa famiglia
parlassimo la stessa lingua
perché ci sono state volte in cui non si vedeva altro modo per affrontarla
la vita vera, altro modo per domarla, per farla innamorare.
Avrei potuto evitare di raccontare storie nella vita
rinunciando a quel ruolo che in ogni tribù qualcuno doveva pure avere
e io me la sono andata a cercare la sciagura
che nessuno me lo ha chiesto
ma ancora tenero decisi di vivere questa vita in questo modo
e adesso non mi pare proprio sia il caso di rinuciare.
Faye Goddard.
Elettrodomestici. La lancetta dell'orologio.
Ci sono scrittori che se ne stanno a casa e da cui i personaggi vanno
persino Tabucchi pare fosse un fortunato
Pessoa
per quanto mi riguarda non è mai stato così facile
forse perché mi sono spostato molto
e gran parte della vita l'ho passata in periferia
si vede che nei piccoli paesi non fu facile trovarmi
in ogni caso ho dovuto alzare il culo, farmi spazio, chiedere permesso, aspettare il turno
dire "senta, per caso ha un secondo? Le vorrei parlare di un progetto..."
Ci siamo tenuti stretti quando niente pareva andare bene
quando pareva non avessimo altro che noi
che niente oltre la nostra storia fosse importante e potesse funzionare
mi sono fatto personaggio a mia volta
per poter parlare da pari a pari
come se fossimo della stessa famiglia
parlassimo la stessa lingua
perché ci sono state volte in cui non si vedeva altro modo per affrontarla
la vita vera, altro modo per domarla, per farla innamorare.
Avrei potuto evitare di raccontare storie nella vita
rinunciando a quel ruolo che in ogni tribù qualcuno doveva pure avere
e io me la sono andata a cercare la sciagura
che nessuno me lo ha chiesto
ma ancora tenero decisi di vivere questa vita in questo modo
e adesso non mi pare proprio sia il caso di rinuciare.
Faye Goddard.
Elettrodomestici. La lancetta dell'orologio.
venerdì 13 aprile 2012
Faye Goddard è una mongolfiera immaginaria.
Tornò su una nave enorme
una vecchia ammiraglia dell'Achille Lauro
un bastimento in disuso da decenni riesumata e rimessa a galleggiare
da pirati somali pacifisti.
Un pezzo di ferro da svariate tonnellate arrugginite
stava a galla pericolosamente mentre
Faye Goddard si teneva alto il bavero
sul pontile mentre attraccava, o solo ci provava
che era come trovare posto a una balena in un acquario
la capitaneria di porto che intimava cose incomprensibili al megafono
l'equipaggio cantava una versione africana di all you need is love
Faye che sorrideva con gli occhi pieni di lacrime.
Ne parlarono i telegiornali
e fu una cosa che fece discutere per giorni
e i nostri telefoni cominciarono a squillare per avvertirci.
Tornare in quel modo era proprio una di quelle cose
che tra noi si diceva fosse una cosa alla Faye Goddard
camminando sull'acqua
senza mai riuscire a passare inosservata
chi fosse finita col diventare Faye Goddard era difficile da capire
persino per noi che la conoscevamo da una vita
e forse una spia
o forse solo
l'elio che bruciato tiene in volo
una mongolfiera immaginaria.
Su Faye Goddard.
I luv the oh valley. Xiu Xiu.
una vecchia ammiraglia dell'Achille Lauro
un bastimento in disuso da decenni riesumata e rimessa a galleggiare
da pirati somali pacifisti.
Un pezzo di ferro da svariate tonnellate arrugginite
stava a galla pericolosamente mentre
Faye Goddard si teneva alto il bavero
sul pontile mentre attraccava, o solo ci provava
che era come trovare posto a una balena in un acquario
la capitaneria di porto che intimava cose incomprensibili al megafono
l'equipaggio cantava una versione africana di all you need is love
Faye che sorrideva con gli occhi pieni di lacrime.
Ne parlarono i telegiornali
e fu una cosa che fece discutere per giorni
e i nostri telefoni cominciarono a squillare per avvertirci.
Tornare in quel modo era proprio una di quelle cose
che tra noi si diceva fosse una cosa alla Faye Goddard
camminando sull'acqua
senza mai riuscire a passare inosservata
chi fosse finita col diventare Faye Goddard era difficile da capire
persino per noi che la conoscevamo da una vita
e forse una spia
o forse solo
l'elio che bruciato tiene in volo
una mongolfiera immaginaria.
Su Faye Goddard.
I luv the oh valley. Xiu Xiu.
mercoledì 11 aprile 2012
Una storia al 95% vera.
Il primo febbraio del 1995 da un albergo di Byswater road
un uomo esce di mattina presto, col freddo, lasciando sul tavolo della stanza il portafogli
esce senza contanti, documenti o carte di credito.
Stando alle ricostruzioni della polizia l'uomo prende la sua macchina e guida fino alla prima stazione di servizio, scende lasciando le chiavi attaccate al quadro e sparisce.
L'uomo che quella mattina di febbraio sparisce dalla faccia della terra si chiama Richie James Edwards, ed è un musicista. Più precisamente è il chitarrista del gruppo britannico Manic Street Preachers.
Il gruppo si era formato intorno al 1986, col nome di Betty Blue.
Nei Betty Blue Richie guidava solo il furgone e la band era formata da soli tre elementi.
Inizialmente non essendo ancora in grado di suonare la chitarra, saliva sul palco con l'amplificatore spento, come Sid Vicious.
Nonostante il loro atteggiamente la critica musicale continuava a considerare i Manic Street Preachers come una band Brit Pop. Nel 1991 mentre il critico Steve Lamac li stava intervistando e punzecchiando su questo argomento, Richie si scrisse sul braccio 4 REAL con un coltello, e la ferita fu così profonda che dovetterlo portarlo all'ospedale.
Fu il giro del mondo in 17 punti di sutura. Ovvero come ti tramuto in un'icona punk nel giro di 10 minuti di lametta.
Eppure più che i Clash, i Manic Street Preachers sembravano un gruppo glam rock, troppo fashion, troppo fighi, troppo effeminati. Ma nonostante questo Richie James era convinto di appartenere all'ultima grande band Marxista della storia.
Il 5 aprile del 1994, mentre Kurt Cobain si fa detonare il cervello con un fucile da caccia, Richie James tenta a sua volta il suicidio in una decina di divertenti modi, e come un novello Dorothy Parker, li fallisce tutti. Il bilancio di quell'anno rioporta anoressia nervosa, alcolismo, tendenze autolesive gravi, depressione. Un anno dopo, semplicemente sparì. Nessuna delle voci di presunti avvistamenti è mai stata confermata. I diritti delle sue canzoni sono stati accumulati dai membri della band su un fondo segreto a suo nome e pare ammonti oggi a due milioni di euro circa.
Una foto di Richie James è comparsa sulla rivista delle persone scomparse di quest'anno.
Il timore della famiglia è che un barbone da due milioni di euro si aggiri da qualche parte senza sapere chi è. L'aver lasciato i documenti in albergo pare indicare la voglia di tagliare i ponti con la propria vita passata. Quello che so è che un uomo completamente consapevole è entrato in casa mia affermando di essere lui. Un grosso tesoro è entrato da quella porta ma pare non avere nessuna intenzione di farsi trovare. Il rasoio di Occam suggerirebbe il suicidio come tesi più semplice da scegliere come esito di questa storia, ma a quanto pare la realtà ha ancora una volta inarcato un dito a falange e glielo ha ficcato dritto dritto nel culo godendosi il dolore dell'attrito.
L.B.
If you tolerate this. Manic Street Preachers.
un uomo esce di mattina presto, col freddo, lasciando sul tavolo della stanza il portafogli
esce senza contanti, documenti o carte di credito.
Stando alle ricostruzioni della polizia l'uomo prende la sua macchina e guida fino alla prima stazione di servizio, scende lasciando le chiavi attaccate al quadro e sparisce.
L'uomo che quella mattina di febbraio sparisce dalla faccia della terra si chiama Richie James Edwards, ed è un musicista. Più precisamente è il chitarrista del gruppo britannico Manic Street Preachers.
Il gruppo si era formato intorno al 1986, col nome di Betty Blue.
Nei Betty Blue Richie guidava solo il furgone e la band era formata da soli tre elementi.
Inizialmente non essendo ancora in grado di suonare la chitarra, saliva sul palco con l'amplificatore spento, come Sid Vicious.
Nonostante il loro atteggiamente la critica musicale continuava a considerare i Manic Street Preachers come una band Brit Pop. Nel 1991 mentre il critico Steve Lamac li stava intervistando e punzecchiando su questo argomento, Richie si scrisse sul braccio 4 REAL con un coltello, e la ferita fu così profonda che dovetterlo portarlo all'ospedale.
Fu il giro del mondo in 17 punti di sutura. Ovvero come ti tramuto in un'icona punk nel giro di 10 minuti di lametta.
Eppure più che i Clash, i Manic Street Preachers sembravano un gruppo glam rock, troppo fashion, troppo fighi, troppo effeminati. Ma nonostante questo Richie James era convinto di appartenere all'ultima grande band Marxista della storia.
Il 5 aprile del 1994, mentre Kurt Cobain si fa detonare il cervello con un fucile da caccia, Richie James tenta a sua volta il suicidio in una decina di divertenti modi, e come un novello Dorothy Parker, li fallisce tutti. Il bilancio di quell'anno rioporta anoressia nervosa, alcolismo, tendenze autolesive gravi, depressione. Un anno dopo, semplicemente sparì. Nessuna delle voci di presunti avvistamenti è mai stata confermata. I diritti delle sue canzoni sono stati accumulati dai membri della band su un fondo segreto a suo nome e pare ammonti oggi a due milioni di euro circa.
Una foto di Richie James è comparsa sulla rivista delle persone scomparse di quest'anno.
Il timore della famiglia è che un barbone da due milioni di euro si aggiri da qualche parte senza sapere chi è. L'aver lasciato i documenti in albergo pare indicare la voglia di tagliare i ponti con la propria vita passata. Quello che so è che un uomo completamente consapevole è entrato in casa mia affermando di essere lui. Un grosso tesoro è entrato da quella porta ma pare non avere nessuna intenzione di farsi trovare. Il rasoio di Occam suggerirebbe il suicidio come tesi più semplice da scegliere come esito di questa storia, ma a quanto pare la realtà ha ancora una volta inarcato un dito a falange e glielo ha ficcato dritto dritto nel culo godendosi il dolore dell'attrito.
L.B.
If you tolerate this. Manic Street Preachers.
sabato 7 aprile 2012
Sesso e Paranoia.
Mi avviavi a
piedi, lungo la massicciata autostradale, lo lasciai nella grossa decapottabile
che ancora dormiva parzialmente vestito, sotto un cielo incandescente e gelido
del colore della polvere da sparo.
Ero esausto e
attraversavo la lingua di cemento a piedi, come un pellegrino disperato che
aveva smarrito la cometa per propria colpa e non riusciva a farsene una
ragione.
La mia
sciarpa rossa fendeva il grigio del cappotto, del cielo e dell’asfalto. Erano
le cinque del mattino.
L’autostrada
era deserta e io mi sentivo svuotato e instabile, cercando di scappare più
lontano possibile.
Il
ventunesimo secolo e la sua trappola, il cui collante è il sesso e la cui
struttura è la paranoia.
Mi lasciavo
alle spalle un uomo nudo in una enorme decapottabile americana, grigia come il
cielo e l’asfalto, come i miei capelli e il mio cappotto, capivo trascinandomi
che il sesso è una forma stilizzata di politica poiché implica e mette in scena
all’essenza lo sfruttamento.
La dinamica
hegeliana del servo padrone non era mai stata così piacevole e compromettente.
Apostolo
dell’estetica ballardiana mi svincolavo dalle maglie del secolo d’appartenenza,
consapevole che la consapevolezza non salva e non educa, ma solo svuota.
Faye Goddard.
Goodbye kiss. Kasabian
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